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Chiesa Parrocchiale Corpus Domini, Bologna


IMPIANTO CAMPANARIO CHIESA PARROCCHIALE CORPUS DOMINI, BOLOGNA

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La chiesa del Corpus Domini di Bologna

La nuova Chiesa della Parrocchia Corpus Domini di Bologna è stata realizzata sulla base di un progetto generale dell’Arch. Umberto Spagnoli, con direzione lavori dell’Ing. Gianfranco De Nuzzo; il nuovo impianto campanario è stato realizzato dalla ditta A.E.I. di Perego della provincia di Milano.

Mons. Aldo Calanchi, Parroco, aveva il problema non soltanto di fondere un concerto campanario di qualità superiore ma anche di realizzare un impianto che consentisse sia il suono automatizzato sia il suono manuale secondo il sistema locale bolognese.
Questa zona, infatti, è ancora ricca di provetti campanari che amano perpetuare la tradizione del suono bolognese e che ogni domenica eseguono magistralmente i loro concerti azionando manualmente le campane.

Il suono bolognese prevede un tipo particolare di suonata detto “Doppio”, dove le campane, mosse tramite una fune fissata ad una speciale stanga, vengono portate in posizione verticale dai campanari che poi le lasciano cadere ed oscillare in modo tale da sincronizzare i colpi dei battagli. Questa tecnica produce un suono piacevole e allegro, ma richiede grande abilità perché i tempi delle cadute delle campane devono essere rispettati con grande precisione per ottenere l’effetto desiderato.

Per consentire ai campanari di poter applicare la tecnica corretta, anche la meccanica delle campane deve essere progettata in maniera molto particolare e con una cura assoluta, in quanto occorre offrire ai campanari i giusti spazi per poter operare e rispettare particolari specifiche riguardo alla forma, alle distanze ed alla bilanciatura dei ceppi di sostegno delle campane stesse. Per questo motivo il progetto è stato realizzato da AEI in stretta collaborazione con i campanari medesimi.

Il concerto campanario prevede la tipica scala con prima, seconda, terza e quinta musicale, in uso nel sistema bolognese.
In tabella riportiamo le caratteristiche delle campane, realizzate sulla base di una scala in LAb:

Campana

Denominazione
(secondo la tradizione bolognese)

Diametro (cm)

Peso
(Kg)

Nota

Prima

Grossa

90

440

LAb

Seconda

Mezzana

80

310

SIb

Terza

Mezzanella

71

230

DO

Quarta (Quinta musicale)

Piccola

60

140

MIb


Campana

Immagini

Iscrizione

Prima

Ultima cena

Al Signore Gesù Cristo
presente nel santo mistero
del suo corpo e del suo sangue

Seconda

Madonna di San Luca

Alla Beata Vergine di San Luca
Costituita nei secoli
segno della nostra difesa e del nostro onore

Terza

San Paolo

A San Paolo
apostolo per vocazione
maestro delle genti nella fede e nella verità

Quarta

San Petronio

A San Petronio
con la parola e la santità della vita
edificò la chiesa di Bologna

Queste campane sono mediamente più pesanti rispetto alle fusioni realizzate per altri sistemi di suono, perché così richiede il suono locale. Anche le maniglie, che servono ad ancorare le campane ai ceppi, sono particolarmente robuste, in quanto le campane, che compiono oscillazioni complete di circa 360 gradi, raggiungono velocità molto elevate.

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Concerto della Parrocchia Corpus Domini
di Bologna con 4 campane in LAb.
Particolare dell’immagine di San Paolo sulla terza campana del concerto. Immagine dell’incastellatura ammortizzata, predisposta con le passerelle dove troveranno posto i campanari durante il suono manuale, con le 4 campane installate


















Come mostra l’immagine, la struttura che sostiene le campane poggia su una speciale base dotata di ammortizzatori che smorzano sia le spinte dinamiche generate dalle campane in movimento sia le vibrazioni che si propagano lungo le pareti in cemento armato della torre anche durante le sonate con campane fisse.

Questo tipo di accorgimento, nel quale AEI è all’avanguardia essendo stata 50 fa anni la prima azienda a introdurre in Italia questa soluzione ammortizzante, è di grande utilità per salvaguardare la struttura muraria del campanile nel tempo.

Inzago

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Le campane di Inzago restaurate e riportate alla loro originale bellezza sono rimaste esposte alla popolazione nel marzo del 2006 prima di essere ricollocate sul campanile rimesso a nuovo.

I cittadini inzaghesi hanno così potuto vedere e toccare con mano le campane, così come avevano potuto fare i loro antenati il 14 ottobre del 1912, in occasione della cerimonia di benedizione delle campane appena uscite dalla Fonderia Borella & D’Adda di Crema, alla quale il Parroco Mons. Giacomo Passoni le aveva commissionate. La fotografia ritrae la cerimonia di benedizione delle campane officiata il 14 ottobre 1912 da Sua Eccellenza Cardinale Andrea Ferrari, di fronte ai cittadini inzaghesi.



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In precedenza, infatti, il campanile di Inzago  ospitava un concerto che, negli anni, era stato ampliato da 3 a 5 campane.  Il 1694 è la prima data in cui, sui documenti ufficiali, vengono citate le 3 campane originarie, che nel  1776 erano già passate a 4.

Non è facile stabilire l’anno preciso in cui il concerto si ampliò a 5 campane, ma è ragionevole ritenere che questo avvenne intorno all’inizio del XIX secolo, ad opera del Parroco Don Filippo Viganò, e che nello stesso periodo si edificò la nuova chiesa, orientata secondo l’asse nord-sud. Certo è che il 1827 vide la consacrazione della nuova chiesa parrocchiale e che in quella data il campanile ospitava già le cinque campane. La data di costruzione del campanile odierno è invece incerta e non si può dare per scontato che sia stato edificato insieme alla chiesa agli inizi del 1800.

Il primo documento ufficiale che lo descrive nella sua conformazione attuale riguarda un restauro effettuato nel 1897.

Il concerto del 1912 è lo stesso che suona attualmente, ed è composto da 8 campane in tonalità di SIb le cui caratteristiche riportiamo nella seguente tabella:

Campana

Diametro (cm)

Peso (Kg)

Nota

Prima

161

2480

SIb

Seconda

142

1730

DO

Terza

126

1200

RE

Quarta

117

1020

MIb

Quinta

106

715

FA

Sesta

94

510

SOL

Settima

84

395

LA

Ottava

79

310

SIb

ISCRIZIONI DELLE CAMPANE:

Campana

Dedica

Iscrizione


Prima


S. Luigi Gonzaga

S. Aloysi et omnes sancti juventutis exemplares et patroni orate pro nobis.

(S. Luigi e tutti i santi, esempi e patroni della gioventù, pregate per noi.)


Seconda


S. Carlo

S. pater Carole pastor bone in populo ora pro nobis.

(S. Carlo nostro patrono, pastore buono verso il tuo popolo, prega per noi.)


Terza


S. Giovanni Battista

S. Joannes Baptista ora pro nobis.

(S. Giovanni Battista prega per noi.)



Quarta



S. Gaetano

S. Caietani ora pro nobis.

A fulgore et tempestate libera nos domine.

(S. Gaetano prega per noi.

Liberaci, Signore, dal fulmine e dalla tempesta.)


Quinta


SS. Apostoli Pietro, Paolo, Giacomo, Andrea

Gloriosi principes terrae orate pro nobis.

(Gloriosi Principi (Apostoli) della terra, pregate per noi.)


Sesta


S. Giuseppe

S. Joseph tuo valido patrocinio populum hunc custodi, protege, defendi.

S. Giuseppe, custodisci, proteggi, difendi questo popolo sotto il tuo valido patrocinio.)



Settima



S. Maria Assunta

O Virgo in aula gloriae, soli seconda Numini, dum vulnus astra recreat, ne desit orbi dextera.

(O Vergine nella reggia della gloria, seconda solo a Dio, mentre il tuo volto allieta le stelle, non abbandonare il mondo della tua materna protezione.)



Ottava



SS. Cuore di Gesù

Cor Jesu, dives in omnes qui invocant te, miserere nobis. Deum laudo, concino laeta, convoco arma, defunctos ploro.

(Lodo Dio, invito gioiosamente alle feste, chiamo a difesa, prego per i defunti.)


Nel dicembre 2005, prima che si procedesse all’inizio dei lavori di restauro del campanile e dell’impianto campanario come si vede dalle fotografie, la struttura di sostegno in ferro delle campane era ormai logora, aggredita dalla ruggine e non offriva più garanzie di sicurezza.

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Anche il campanile, dal punto di vista della muratura, necessitava di un risanamento in quanto in vari punti; si erano aperte profonde crepe, opera del tempo e delle sollecitazioni indotte dalle campane durante le loro suonate e i loro concerti.

Dopo decenni e decenni di lavoro, dovevano essere sostituiti anche i vari accessori meccanici per il montaggio delle campane secondo il sistema ambrosiano, tipico della ns. zona. Anche il sistema di automazione aveva funzionato per molti anni e aveva bisogno di un rinnovamento.

Prima del Natale 2005 A.E.I. procedeva con lo smontaggio delle campane, trasportate in officina nella vicina Pozzuolo Martesana, del vecchio castello in ferro ormai irrecuperabile e di tutto l’impianto, sotto lo sguardo incuriosito degli inzaghesi numerosissimi.

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Nelle foto le campane dopo lo smontaggio davanti alla chiesa e successivamente spogliate dei ceppi ambrosiani in ghisa nel cortile dell’azienda prima del restauro. Oltre che dal tempo e dalle intemperie, si vede che le campane, così come tutto ciò che era presente in cella campanaria, sono state pesantemente aggredite dal guano dei piccioni, sgraditi ospiti di molti campanili.

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Gran parte del lavoro eseguito nell’officina da AEI è stato dedicato alla preparazione della nuova struttura ammortizzata di sostegno delle campane.

Questa incastellatura, come tutte quelle progettate da AEI, è una robusta struttura in acciaio ammortizzata studiata per preservare la torre campanaria ed evitare problemi statici, che si manifestano con segni premonitori quali crepe e distaccamenti di intonaci o parti della muratura. Questi danni sono in gran parte provocati dai movimenti delle campane che, quando suonano, originano vigorose spinte sia in senso verticale che orizzontale, spinte che si scaricano sulla struttura muraria della torre, dove spesso sono erroneamente murati in modo diretto i ferri che costituiscono il castello di sostegno campane. Per risolvere questo tipo di problemi, da ormai 50 anni AEI si è specializzata nella progettazione di incastellature ammortizzate, non fissate direttamente ai muri ma montate su speciali basi contenenti ammortizzatori  che smorzano le spinte dinamiche ed assorbono gran parte delle vibrazioni che producono le campane suonando. Al di sopra degli elementi ammortizzanti, la struttura in acciaio che sorregge le campane non ha alcun punto di  contatto diretto con i muri. In tal modo i leggeri movimenti che essa compie sotto la spinta delle campane non si traducono in spinte trasmesse alla torre ma vengono in gran parte assorbiti dagli ammortizzatori stessi. Particolare cura è stata dedicata al rifacimento in officina di alcune parti meccaniche che assicurano il montaggio delle campane sui ceppi in ghisa in condizioni di completa sicurezza.

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Nella foto a lato è evidenziata la testa di una campana, ovvero la parte sommitale utilizzata per il fissaggio al ceppo, con il nuovo isolatore in legno, che viene frapposto appunto tra campana in bronzo e ceppo in ghisa per disaccoppiarli dal punto di vista della trasmissione delle vibrazioni. Si può notare la nuova tiranteria di fissaggio, detta in gergo “ferramenta”, la cui qualità di fabbricazione è fondamentale per la sicurezza dell’impianto.

Viste le condizioni di consumo avanzato, sono stati sostituiti anche i cerchi delle ruote ed i sistemi di aggancio dei battagli alle campane, anch’essi fondamentali per la sicurezza dell’impianto.

Le campane hanno subito un attento restauro: pulite accuratamente con un procedimento di sabbiatura, sono poi state lucidate a mano con cera d’api, per proteggerle dalle intemperie una volta rimontate sul campanile. La fotografia delle campane già riassemblate con ceppi ambrosiani testimonia la qualità assoluta del lavoro svolto da A.E.I.

Durante la preparazione dell’impianto in officina le campane sono state montate sulla nuova incastellatura insieme a tutte le componenti dell’impianto di automazione, per mettere a punto tutte le regolazioni prima dell’istallazione finale in torre. Questa è la cosidetta fase del premontaggio.

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Una volta terminata la messa a punto in officina, l’impianto è stato rismontato e la nuova incastellatura ha subito un trattamento di zincatura a caldo, per garantirne l’integrità nel lungo periodo una volta installata sul campanile.

Nel frattempo, le campane restaurate e bellissime, sono rimaste esposte per diversi giorni nella piazza per essere ammirate dagli inzaghesi. 

Nelle foto si può vedere l’effetto finale del campanile di Inzago  restaurato rispetto alla situazione precedente. La  qualità del lavoro eseguito da A.E.I. è evidente anche osservando il restauro effettuato dell’orologio da torre con i suoi quattro quadranti.



  San Giovanni in Legnano
 
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La nuova chiesa di San Giovanni in Legnano


















La Parrocchia di San Paolo in Legnano non era dotata di un campanile e per diffondere il suono delle campane ricorreva ad un simulatore elettronico.

Il 28 Maggio 2006 è stata finalmente inaugurata la chiesa di San Giovanni e sono state presentate le 5 campane fornite dalla A.E.I. di Perego che compongono il concerto che i fedeli hanno voluto per la loro nuova casa.

Il  concerto di campane fuso da A.E.I.  ha le seguenti caratteristiche:

CONCERTO DI 5 CAMPANE IN SOL

CAMPANA

1

2

3

4

5

Nota

SOL

LA

SI

DO

RE

Diametro (cm)

97

86

76

72

63

Peso (Kg)

550

360

250

220

150

PESO TOTALE Kg

1.530


Campana

Decorazioni

Immagine/i

Prima

Immagine lato Nord: San Giovanni Battista

Scritta lato Nord: “Ecco l’agnello di Dio”

Immagine lato Sud: Chiesa di San Giovanni Battista

Scritta lato Sud:“Lui deve crescere e io dimunuire”

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Seconda

Immagine lato Nord: San Bernardino + IHS * (Vedi specifiche a fine tabella)

Scritta lato Nord: “Nel nome di Gesu’ ogni ginocchio si pieghi”

Immagine lato Sud: Chiesa di San Bernardino

Scritta lato Sud: “Amore è per lo prossimo morire”

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Terza

Immagine lato Nord: San Paolo

Scritta lato Nord: “Se non avessi la carità sono come un bronzo che risuona”

Immagine lato Sud: Chiesa di San Paolo

Scritta lato Sud: “La carità non  avrà fine”

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Quarta

Immagine lato Nord: La Maddalena

Scritta lato Nord: “Ho visto il Signore”

Immagine lato Sud: Chiesa di Santa Maria Maddalena alla Ponzella

Scritta lato Sud: “Perché piangi?”

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Quinta

Immagine lato Nord: L’Annunciazione

Scritta lato Nord: “Ave Maria piena di grazia”

Immagine lato Sud: Duomo di Milano

Scritta lato Sud: “Io sono la serva del Signore”

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* Il simbolo IHS è rappresentato con le tre lettere sormontate da una piccola croce e circondate da un sole a 12 raggi. Originariamente indicante Gesù, in epoca medievale si è affermato nell’ambito della diffusione della devozione al “Santissimo nome di Gesù”, alla quale diede particolare impulso San Bernardino da Siena.

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Durante l’inaugurazione le campane sono state esposte per essere ammirate in tutta la loro bellezza dalla popolazione e benedette dal Parroco Don Luigi Poretti.

Le campane sono state alloggiate nel campanile in cemento armato a 2 finestre, chiuso nella parte superiore da una lastra di marmo. Per salvaguardare questo particolare struttura e quella della chiesa, AEI ha studiato una speciale incastellatura ammortizzata che si adattasse alla forma ed agli spazi predisposti nel campanile. Le spinte dinamiche e le vibrazioni generate durante le suonate eseguite dalle campane vengono significativamente smorzate dagli ammortizzatori prima di scaricarsi sulla parte muraria.

Come si vede nella fotografia, la soluzione studiata da AEI, oltre che funzionale dal punto di vista della statica, è risultata ottima anche esteticamente. Questo anche grazie al prodotto esclusivo di AEI, il Ceppo Motorizzato, lo speciale sistema di automazione da noi brevettato che è in grado di realizzare l’automazione del suono delle campane senza la necessità di avere ruote, motori e catene esterni presenti nei sistemi tradizionali. Il sistema di automazione è interamente contenuto nella struttura a cui viene fissata la campana, che ricorda anche nella forma gli antichi ceppi in legno tradizionalmente costruiti dai campanari che suonavano le campane manualmente a corda.


  San Giovanni Battista De La Salle, Roma
 
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La nuova chiesa dedicata a San Giovanni Battista De La Salle è stata terminata nel 2009 per il quartiere Torrino in Roma.

Il Parroco che ha costruito la chiesa, Don Elia Perleta, ha commissionato ad AEI un concerto di 5 campane da suonare secondo il tipico sistema a slancio romano.


Queste le caratteristiche delle campane:

Campana

Diametro(cm)

Peso (Kg)

Nota

Prima

85

400

LA

Seconda

75

260

SI

Terza

67

180

DO#

Quarta

63

160

RE

Quinta

56

110

MI


Campana

Decorazioni

Immagini

Prima


Immagine lato Nord:
Padre, Figlio e Spirito Santo

Scritta lato Nord:
“Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo”

Scritta lato Sud:        
“Veni creator spiritus
Ascoltate oggi la sua voce
Gesù confido in te”

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Seconda


Immagine lato Nord:
Madonna di Medjugorie

Scritta lato Nord:      
“Regina della pace prega per noi”

Scritta lato Sud:
“Donatore: Don Ilija (Elia)
Perleta – Parroco”


Roma_Salle_Campana2.JPGcampana campane

Terza


Immagine lato Nord:
San Giuseppe

Scritta lato Nord:
“Custodisci questa comunità Parrocchiale”

Scritta lato Sud:        
“Donatori: Carlo – Carmine – Franco – Luigi”

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Quarta


Immagine lato Nord:
San Giovanni Battista

Scritta lato Nord:
“Cantate inni al nostro Dio, cantate inni”

Immagine lato Sud:  
San Giovanni Battista De La Salle 

Scritta lato Ovest:     
“Donatore: Fam. Lionetti Francesco e Gemma”

Roma_Salle_Campana4.JPGcampana campanecampana campane

Quinta


Immagine lato Nord:
San Michele Arcangelo

Scritta lato Nord: “Difendici nella lotta contro la malvagità e le insidie del demonio”

Scritta lato Sud:        
“Donatore: Fam. Casagrande Vito e Linda”


Roma_Salle_Campana5.JPGcampana campanecampana campane


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Oltre che della fusione delle campane, AEI si è occupata di tutto quanto riguarda l'impianto, dalla carpenteria all'impianto d'automazione.

Nell’immagine a lato è mostrato l’impianto nella fase di premontaggio in officina, durante la quale le campane e tutti i relativi dispositivi meccanici ed elettrici vengono predisposti e collaudati così come saranno poi installati
sul campanile.


L’incastellatura di sostegno è stata progettata per consentire il suono a slancio romano, ed è quindi stata dotata di una base ammortizzante studiata, per ridurre le spinte originate dalle campane in movimento e le vibrazioni che nascono con il suono delle campane e che corrispondono alle frequenze sonore, che si propagano facilmente lungo i muri in cemento armato. L’ammortizzamento, sistema in cui AEI è al avanguardia in Italia, consente di ridurre al minimo le sollecitazioni trasmesse alla torre e di prevenire danni statici, consentendo l’esecuzione di qualunque suono tipico del posto.



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Prima del montaggio in cella campanaria è stata celebrata la benedizione delle campane in cantiere dal Parroco Don Elia.

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Finalmente il lavoro è stato portato a termine con l’installazione dell’impianto campanario in torre da parte dei tecnici AEI.


  Monza
 


NEL NOVEMBRE 2007 AEI HA PORTATO A TERMINE UN LAVORO MOLTO PARTICOLARE PER LA CATTEDRALE SAN GIOVANNI BATTISTA, DUOMO DI MONZA


Si tratta del restauro dell’orologio della torre campanaria della torre, eseguito nell’ambito di un lotto di lavori di restauro che ha interessato tutta la struttura della chiesa e le campane.

Anticamente, e fino a prima dei restauri, le lancette dell’orologio erano mosse da un dispositivo meccanico con pesantissimi contrappesi in pietra, che era ormai da sostituire.
Il quadrante ha un diametro di 6 metri, con numeri romani in bronzo applicati a muro alti circa una metro l’uno.

I numeri, dopo essere smontati, sono stati puliti mediante una fine sabbiatura e riverniciati a polvere rispettando i colori originali, con un trattamento dalla sicura durata.

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La lancette sono state rifatte in acciaio inox rispettando la forma originale molto particolare. Al posto del vecchio movimento meccanico è stato installato un nuovo meccanismo elettromeccanico pilotato da un orologio digitale. Particolarmente difficile è stata la realizzazione di un meccanismo sufficientemente potente da muovere le lancette, vista la dimensione dell’orologio ed il peso delle lancette, che per la loro particolare forma non possono essere bilanciate aggiungendo dei contrappesi in coda, come si usa solitamente. Inoltre durante i restauri non è stato possibile smontare e sostituire il vecchio riduttore, contenuto nel muro retrostante il quadrante e che, dopo secoli di lavoro, è diventato difficile da trascinare come facevano prima i contrappesi in pietra. Nessun dispositivo elettromeccanico tra quelli comunemente usati per questo tipo di applicazione riusciva ad assicurare il movimento del quadrante. Si è reso così necessario progettare una macchina apposita di sufficiente potenza e robustezza.

La nuova macchina è stata assemblata e collaudata in officina, per verificarne la precisione, utilizzando particolari meccanici il più possibile sovradimensionati.

Si è ottenuta una coppia motrice di circa 100 tonnellate x cm, grazie alla quale è stato possibile rimettere in funzione le lancette con la certezza di non subire nel tempo l’effetto dei forti attriti e dei momenti di inerzia delle pesanti lancette in movimento.
Grande è stata la soddisfazione quando, alla fine dell’installazione della nuova macchina, l’orologio del Duomo si è rimesso in movimento mantenendo l’orario corretto nel tempo, ridando vita a uno dei simboli della città.

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  Parrocchia di S. Zenone di Vermezzo
 


L’anno 2005 è stato per la Parrocchia S. Zenone di Vermezzo un momento fondamentale: è stato infatti fuso il concerto di 8 campane. Il Parroco Don Carlo Gaviraghi doveva rifondere il concerto e pretendeva campane dalla perfetta intonazione dal punto di vista musicale oltre che pregevoli dal punto di vista estetico.

La scelta di affidare il lavoro ad AEI si è rivelata la migliore, visto il risultato ottenuto dopo la fusione. Nelle foto, Don Carlo esamina le campane a terra prima che vengano installate sul campanile e ne valuta la qualità del suono.

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Parrocchia S. Zenone di Vermezzo


Ecco le caratteristiche del concerto di otto campane in Reb

Campana

Diametro (mm)

Peso (Kg)

Nota Musicale

1

134

1400

REb

2

120

870

MIb

3

107

680

FA

4

101

550

SOLb

5

90,5

410

LAb

6

80

290

SI

7

71,5

200

DO

8

67

170

REb


Campana

Dedicata a

Immagine

Scritta

1

Cristo Redentore
dell’uomo

Volto di Cristo

PER CRISTO CON CRISTO E IN CRISTO
A TE DIO PADRE ONNIPOTENTE
NELL’UNITA’ DELLO SPIRITO SANTOOGNI ONORE E GLORIA
NEI SECOLI DEI SECOLI AMEN

2005 ANNO DELL’EUCARESTIA

2

Maria madre di Cristo e madre nostra

Annunciazione

RICORDATI PIISSIMA VERGINE MARIA
A TE RICORRO MADRE VERGINE DELLE VERGINI
DA TE VENGO A TE MI PROSTRO GEMENDO PECCATORE
NON VOLERE MADRE DISPREZZARE LE MIE SUPPLICHE
MA ASCOLTA BENIGNA ED ESAUDISCI

3

Chiesa luogo della vita nuova

Popolo in festa

IL POPOLO CANTA LA SUA LIBERAZIONE
SENTO LA VITA CHE MI SCOPPIA DENTRO IL CUORE
CAMMINA L’UOMO QUANDO SA BENE DOVE ANDARE

“CHIESA DIVENTA QUELLO CHE SEI”

4

Papa Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II appoggiato alla croce

GIOVANNI PAOLO II
UNICO INTERESSE CRISTO
TOTALMENTE AFFIDATO A MARIA
APPASSIONATO ALLA CHIESA E ALL’UOMO

“COSI’ ESPLODE LA VITA E UN POPOLO GIA’ SI RACCOGLIE”

TU SEI PIETRO E SU QUESTA PIETRA EDIFICHERO’ LA MIA CHIESA

5

Il Vescovo

S. Ambrogio

CON VOI SONO CRISTIANO
PER VOI SONO VESCOVO
E PRESIEDO ALLA CARITA’ DEI FRATELLI
PER LA FELICITA’ DELLA CHIESA

6

Il Sacerdote

Sacerdote in mezzo a tanta gente

TU SEI SACERDOTE PER SEMPRE
SECONDO L’ORDINE MELCHISEDEK
“SE NON FOSSI TUO CRISTO MIO
VANA SAREBBE LA MIA VITA”

NEL QUARANTESIMO DI SACERDOZIO DEL PARROCO

7

La Missione

Molte persone che ascoltano affascinate

LA MISSIONE E’ ESUBERANZA
DELLA CONSAPEVOLEZZA
DELLA PRESENZA DI CRISTO
E DELLA APPARTENENZA A LUI

8

I Lontani

Volto umano triste

SIAMO BEN CONSAPEVOLI
DELLA NOSTRA FRAGILITA’ UMANA CHE CI ACCOMUNA
A TUTTI GLI UOMINI MA ANCHE ALLA CERTEZZA IN CRISTO
E DELLA LETIZIA E DELL’OTTIMISMODEI NOSTRI RINNOVATI TENTATIVI

Il lavoro di installazione del nuovo concerto di campane è stato eseguito da AEI agli inizi del 2005 e da allora il campanile esegue concerti e melodie con la perfetta intonazione musicale che ci si era proposti di ottenere nel momento in cui si è dato il via ai lavori.



  Fondazione San Raffaele, Milano
 


AEI PEREGO: IL CEPPO MOTORIZZATO DELL'OSPEDALE SAN RAFFAELE DI MILANO

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La campana dell’ospedale “San Raffaele” di Milano ha un diametro di cm. 203 ed ha un peso di Kg. 5140.

Nel giugno del 2002 questa campana è stata da noi installata davanti alla facciata principale dell’ospedale, su una struttura in acciaio che richiama in forma stilizzata la cupola della Basilica di San Pietro a Roma. Tale struttura è stata da noi progettata e realizzata, ha un’altezza di 17 metri, un diametro di 15 metri e pesa oltre 60 tonnellate.

L’automazione è realizzata tramite il “Ceppo Motorizzato”, nostro brevetto esclusivo che consente il movimento della campana senza ruote e motori esterni.

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  Teatro alla Scala, Milano
 
AEI PEREGO: RESTAURO E INNOVAZIONE, L'OROLOGIO DELLA SCALA DI MILANO


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Il rinnovato Teatro alla Scala di Milano celebra la sua riapertura il 7 Dicembre 2004 dopo 3 anni di importanti restauri. A. E. I. sarà presente quel giorno. Il famoso orologio della Scala fino a quel momento inutilizzabile in seguito ad un danno da fulmine mostrerà nuovamente l'ora precisa.

L'orologio collocato sopra il palco ad un'altezza di 20/25 metri mostrerà ancora al pubblicol'ora precisa grazie all'iniziativa dell'A. E. I. & C..
L'orologio è stato interamente smontato e riparato da uno speciale gruppo di lavoro,il restauro ha interessato sia le parti fisse sia gli organi di movimento che sono stati smontati e revisionati uno ad uno. Inoltre è stato realizzato un nuovo sistema automatizzato basato su un congegno elettronico che movimenta entrambe le ruote,quella delle ore e quella dei minuti,quest'ultima ogni frazione di 5 com'era previsto in origine prima del danneggiamento.Infine è stato installato un sistema di illuminazione programmabile coerente con gli orari degli spettacoli.
Dopotutto la famosa Opera House di Milano è servita come sismografo culturale per oltre 200 anni,vedendo passare una continua corrente di celebri direttori d'orchestra e grandi cantanti assicurando sempre una sublime qualità musicale. E siccome qualità e precisione sono tradizione all'A. E. I. & C. siamo stati onorati dall'opportunità di supportare quello che è probabilmente il più famoso teatro d'opera al mondo.


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  Il Campanile di Corbetta
 


AEI PEREGO: RESTAURO E PROGRESSO


Già da tempo, il castello e la torre del Campanile di Corbetta mostravano segni preoccupanti di cedimento ai barbari assalti del tempo, quando durante un improvviso blitz, organizzato chissà da chi, il Campanile si vide spogliare di tutti i suoi ornamenti; rimase muto e desolato in attesa che qualcuno gli restituisse le sue campane: i suoi gioielli.
Presto riacquisterà i suoi gioielli e la sua voce festosa; parola di Luigi Perego.
L'Aei Perego, specialista in questo tipo d'interventi, sta costruendo un nuovo castello autoportante, completamente ammortizzato con sistemi d'avanguardia, assai più rispettoso delle strutture murarie della torre campanaria e sta, nel contempo, provvedendo al restauro artistico delle nove campane ed anche alla ristrutturazione di tutte le parti meccaniche di sostegno dell'impianto per la piena efficienza e la sicurezza a tutto il sistema.
Col nuovo castello, le vibrazioni ed i contraccolpi prodotti dal sistema in movimento saranno pressochè elimninati e le possenti spinte dinamiche legate ai grandi pesi in movimento non supereranno il 50%.

IL CAMPANILE E LE CAMPANE DI CORBETTA

Il 24 ottobre 1891 veniva consacrata la Nuova Collegiata di S. Vittore, con l'intervento di Monsignor Paolo Ballerini, patriarca di Alessandria d'Egitto. Il suo campanile manteneva, però, l'aspetto inalterato dei due secoli precedenti. Era alto 42 metri. A questo punto scattò in Corbetta un atto di vanità paesana. Si pensò, sull'esempio di alcuni paesi vicini, che si dovesse aumentare il numero delle campane, che allora erano cinque, per ottenere un più degno concerto.
Soprattutto, si desiderava che il nuovo concerto di campane non fosse in alcun modo meno importante di quello di Rosate, composto di nove campane; tale desiderio di emulazione derivava dal fatto che, Corbetta e Rosate, fossero allora entrambe sede di ''Antiche Pievi''. Le nuove campane, in numero di nove, avrebbero però aggiunto un peso totale di circa 140 quintali, comprendendo Castello, Ceppi, Ruote ed ogni altro accessorio.
Il vecchio Campanile avrebbe potuto sostenere questo peso? Fu interpellato un noto architetto che, dopo i rilievi, si disse convinto che la torre di base potesse sopportare un carico assai superiore al peso delle nuove campane e propose un piano di restauro che comprendeva anche un'ampia cella per le campane. Presentò due progetti e venne scelto il progetto più ambizioso. Nell'autunno del 1901 il nuovo campanile si stagliava nell'azzurro del cielo di Corbetta, lanciando la sua guglia a quota 82 metri.. Poiché, però, i fondi erano stati prosciugati, vi venne installato ancora il vecchio concerto di cinque campane.
Alle ore 3.15 del'giugno 1902, il campanile, ahimé, crollò rovinosamente mandando in frantumi anche le cinque incolpevoli campane oltre ad altre parti della chiesa.
Non il peso delle campane, ma molto più verosimil-mente, furono le possenti spinte dinamiche Verticali ed orizzontali prodotte dalle campane durante il suono dei concerti la casa del rovinoso crollo di quell'ardita costruzione. Nel 1908, il campanile era di nuovo là maestoso, rinato su se stesso, grazie all'eccezionale concorso di popolo.

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LE NUOVE CAMPANE DI CORBETTA

Venne indetta la gara fra i fonditori di campane; vi parteciparono numerose ditte qualificate, e tra esse fu scelta la ''Fonderia Dei Fratelli Barigozzi'' di Milano; quella che allora dava le migliori garanzie di qualità ed affidabilità. Nel 1908 fu stipulato un contratto con quella fonderia che preveda la fornitura di NOVE campane nella tonalità die SI bemolle grave, per un peso complessivo di 8.492 Kg.
Il 25 Novembre 1908 le nuove campane di Corbetta furono consacrate dal prevosto Pasquale Carnaghi nel corso di un'importante funzione. Le vicissitudini non erano finite. Nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, il sottosegretario di Stato, manda al parroco di Corbetta il preavviso che a partire dal 14 settembre dello stesso anno, lo Stato procederà alla raccolta del bronzo delle campane, come ordinato con decreto del 23 aprle.
La spoliazione del campanile di tre campane, il campanone, l'ottava e la settima giustificò la requisizione per poterne fare parti di armi da guerra. Nel 1946, al termine del conflitto, l'allora parroco, don Attilio Barera, riscì a recuperare INTATTE solo due delle tre campane requisite. Il ''campanone'' recuperato, si era incrinato durante le operazioni di calatura e trasporto al momento dell'asportazione, cosicché si dovette procedere alla sua rifusione.
Il concerto della Basilica si San Vittore in Corbetta è ora un concerto di nove campane in Sibemolle Grave. La settima campana, che è un Labemolle, è una campana apparentemente estranea alla scala musicale del Si bemolle e sembrerebbe stonata nel concerto. In realtà questa campana è di fondamentale importanza.
Infatti essa consente l'utilizzo di tonalità perché il La bemolle da la possibilità di utilizzare, almeno in parte, anche le tonalità del Mi bemolle e poiché la tonalità del Mi bemolle è una tonalità musicalmente vicina a quella del Si bemolle, diviene possibile produrre melodie più complesse, contenenti modulazioni più ricche ed efficaci.. Nell'ambito armonico, cioè nell'effetto musicale prodotto dalla simultaneità e dall'intercalare composito dei suoni di più campane durante i concerti, si possono ottenere effetti migliori utilizzando la settima campana, in La bemolle, come campana di raccordo tra una tonalità e l'altra.
Nel 1968, durante i lavori di sistemazione del "castello campanario", furono fatte ruotare di 90° le campane settima, ottava e nona, come invitavano a fare le raccomandazioni della ditta costruttrice, per evitare che l'usura elevata nei punti d'impatto dei battagli non determinasse la rottura delle campane.
A quell'epoca si procedette anche all'elettrificazione ed automazione dell'impianto di campane.
Alla fine il nuovo concerto di 9 campane configurato come segue.

Concerto di NOVE campane in SI b Grave

Concerto

1

2

3

4 5 6 7 8 9  

Nota

SI b

DO

RE

MI b FA SOL LA b LA SI b  

Diam. mm.

1605

1430

1265

1200 1070 953 905 850 800  

Peso kg.

2441

1701

1199

951 692 484 392 350 282 Bronzo tot. kg. 8.492

DEDICHE:

I

''Confractis anno 1902, diruente sacra turri, quinque vetustis tintinnabulis, agricole (sic) et opifi-ces, anno 1908, novum hunc ex novem tintinnabulis concertum extruendum curarunt. Super muros tuos, Ierusalem, cistitui custodes; tota die et tota nocte in Perpetuum non tacebunt''
(Essendosi frantumate nell'anno 1902, per il crollo della sacra torre, cinque vetuste campane, i contadini e gli operai, nell'anno 1908 procurarono di innalzare questo nuovo concerto da nove campane. Sopra le tue mura, o Gerusalemme, ho posto i custodi: per tutto il giorno e tutta la notte non taceranno in perpetuo)
Dedicata: alla SS. Trinità
Padrini: il Sindaco cav. Carone e ing. Giovanni
Madrina: Signora Zaccheo

II

''A fulgure et tempestate libera nos; Domine - Regina Sacratissimi Rosarii, ora pro nobis''(Da Folgore e tempesta liberaci o Signore - Regina del Santissimo Rosario, prega per noi)
Dedicata: alla Beata Vergine del Santo Rosario e a San Giovanni Evangelista
Padrino: Il sig. Marzorati Andrea
Madrina: la Sig.ra Casnati Emilia.

III

''Iustus Cor Suum tradet ad vigilandum diluculo - A vigilia matutina usque ad noctem speret Isrlael in Domino''
Il giusto mette il suo cuore nel vegliare all'alba - Dalla veglia mattutina sino alla notte, speri Israle nel Signore)
Dedicta: ai Santi Giovanni Battista, Ambrogio e Carlo
Padrino: il nobile Manzoli Franco
Madrina: la nobildonna Giuseppina Vedova Manzoli.

IV

''Victor, Nabor, Felix, intercedite pro nobis - tuque, Victor praecipue sospes, hanc commu-nitatem defende''
(Vittore, Nabore, Felice, intercedete per noi - e tu Vittore, specialissimo salvatore, difendi questa comunità)
Dedicata: ai Santi Vittore, Nabore e Felive
Padrino: il dottor Gabuzzi Giosuè
Madrina: la signora Gabuzzi Fanny

V

''Omnes nos manifesteri oportet, ante tribunal Christi - a morte perpetua libera nos, Domine''
(occorre che tutti noi ci presentiamo davanti al tribunale di Cristo - Dalla morte perpetua, liberaci o signore
Dedicata: a San Giuseppe e ai defunti
Padrino: il signor Olivares Giovanni
Madrina: la signora Olivares Annetta.

VI

''Exaudi nos Deus, recedente die, succedente nocte: ut puris precibus et vocibus castis te in auora adorare possimus''
(Ascoltaci o Dio mentre si ritira il giorno, mentre arriva la notte: perché possiamo adorarti all'auroira, con limpide preghiere e con parole innocenti.)
Dedicata: a S. Anna
Padrino: il signor Olivares Alessandro
Padrino: la Signora Olivares Ester.

VII

''Vox exaultationis et salutis in tabernaculis justorum''
(La voce della gioia e della salvezza (è) nelle dimore dei giusti)
Dedicata: ai Santi Clemente e Sebastiano
Padrino: il signor Alberti
Madrina: la signora Fossati Maria Cucchiani

VIII

''Elevata est magnificentia super coelos: ex ore infantium et lactentium perfecisti laudem''
(Innalzata è la tua magnificenza sopra i celi: dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai conseguito lode)
Dedicata: a San Luigi.
Padrino: signor Magugliani Giovanni.
Madrina: signora Magugliani Annunciata.

IX ''Venite filii, audite me; timorem Domini docebo vos''
(Venite, o figli, ascoltatemi; vi insegnerò il timore di Dio)
Dedicata: al Santo angelo custode
Padrino: il signor Re Luigi
Madrina: la signora Rossi Rachele Re.

Nel 1968, durante i lavori di sistemazione del ''castello campanario'', furono fatte ruotare di 90° le campane settima, ottava e nona, come invitavano a fare le raccomandazioni della ditta costruttrice, per evitare che l'usura elevata nei punti d'impatto dei battagli non determinasse la rottura delle campane.
A quell'epoca si procedette anche all'elettrificazione ed automazione dell'impianto di campane. Ora dopo quasi un secolo il castello originario molto deteriorato per i profondi attacchi di ruggine viene sostituito dall'AEI Perego con uno tutto nuovo costruito con criteri assai più rispettosi delle strutture murarie della torre campanaria.

Il nuovo castello è autoportante, completamente ammortizzato, ed insonorizzato; così, le vibrazioni ed i contraccolpi prodotti dal sistema in movimento sono pressochè elimninati e le possenti spinte dinamiche legate ai grandi pesi in movimento sono abbattute quasi del 50%.

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