Forma, dimensione e iscrizioni

Contrariamente a quanto si pensa, la forma delle campane può essere molto diversa secondo il periodo, il materiale e lo scopo per cui sono state costruite.

Le pareti possono essere concave o convesse, emisferiche, a forma di botte o di tulipano. In sezione possono essere rotonde, quadrate, rettangolari, ellittiche o poligonali. Le campane cinesi hanno spesso il profilo della bocca costruito in modo da ripodurre la sagoma stilizzata del fior di loto.

Le campane precristiane erano, in Europa, tutte di dimensioni ridotte (''tintinnabula aurea'') e anche le prime campane cristiane, realizzate nei monasteri, erano piuttosto piccole, fatte con lastre di ferro battuto, squadrate e rivoltate, simili ai campanacci delle mucche.

Le campane in bronzo cominciarono ad essere prodotte solo intorno all'VIII secolo: la tecnica di fusione, infatti, pur essendo nota in era precristiana, fu perduta durante il periodo delle invasioni barbariche. La fusione del bronzo permise di costruire campane più grandi e dalle pareti più spesse (nel IX secolo si raggiungono 4 quintali) e di mantere un maggior controllo della forma della campana, che comincia a diventare prevalentemente rotonda.

Nell'XI secolo le altissime torri gotiche costrinsero i fonditori a costruire campane sempre più grandi e potenti: nacquero così le classiche campane a forma di tulipano, strette e arrotandate in cima e con un lungo ventre che si allarga sul fondo. Entro il XIII secolo questa divenne la forma più diffusa, ma cambiò lievemente intorno al 1400, diventando più corta e concava, con una parte superiore (detta ''cielo'') più larga.

Quanto all'abitudine di decorare le campane con iscrizioni o motivi decorativi vari, si può dire che abbia un'illustre precedente nelle campane Chou (1122 a.C.-221 a.C.) che erano adornate con motivi simbolici attaccati alla superfice dello strumento con la tecnica della cera persa.

Alcune campane risalenti agli inizi del 600 (come quelle di Villalago e di San Gallo in Svizzera) portano nel bronzo una datazione in numeri arabi, ma con l'andar del tempo decorazioni e iscrizioni si fecero sempre più raffinate.

Piuttosto curiosa è l'iscrizione rinvenuta su una campana del 1408 che recita:

SATOR AREPO 

TENET

OPERA

ROTAS

(Il Creatore potente in ogni luogo regge le opere e le sfere celesti)

La particolarità di questa iscrizione è che si tratta di una frase palindroma, cioè di una frase che fornisce la stessa lettura anche procedendo a ritroso.

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